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sabato 21 luglio 2012

Gli innumerevoli pregi del peperoncino a tavola

In molti dicono di non poter mangiare peperoncino perché "brucia lo stomaco" o causa "bruciori allo stomaco". Niente di più sbagliato, infatti molte regioni del Sud conservano la tradizione popolare di un infuso digestivo fatto di camomilla calda con l'aggiunta di un cucchiaino di polvere di peperoncino e un po' di miele come dolcificante. Molti rinunciano al piccante perché temono le conseguenze delle emorroidi. In realtà, già nel 1857 l'Accademia medica francese sanciva ufficialmente la validità del peperoncino contro ogni tipo di emorroidi. Il fatto è che il peperoncino non ha controindicazioni precise. A patto che venga usato con equilibrio e moderazione. È da sconsigliare sicuramente ai bambini per i quali è bene attendere che abbiano almeno dodici anni di età. Non ne devono abusare quelli che soffrono di acidità di stomaco, di ulcera, di epatite, di cistite, di emorroidi. Il peperoncino è consigliato nella cura preventiva dell'infarto e delle malattie cardio-vascolari. È stato dimostrato che l’utilizzo costante di peperoncino abbassa il livello di colesterolo nel sangue, aiuta il cuore, agisce come vaso-dilatatore con grandi benefici per i capillari e per le arterie coronarie. Il seme del peperoncino contiene molti acidi polinsaturi che eliminano dalle arterie il colesterolo in eccesso e i trigliceridi. L'attività fibrinolitica stimolata dal capsicum diminuisce l'insorgere di trombi che, oltre all'infarto, causano anche le trombosi. La capsaicina agisce anche sul metabolismo dei grassi accelerandolo e impedendo l’accumulo di adipe. Una recente conferma arriva da uno studio della Chinese University of Hong Kong condotto sui criceti. I ricercatori hanno alimentato le cavie con una dieta ricca di cibi grassi. Ad alcuni criceti, come condimento agli alimenti con alti tassi di colesterolo, sono stati somministrati anche peperoncini. Il gruppo che aveva consumato peperoncini aveva livelli più bassi di colesterolo cattivo nel sangue ed un numero inferiore di placche nelle arterie. La capsaicina ha un effetto positivo anche sui pazienti affetti da diabete perché rende migliore l’attività dell’insulina. Per avere un effetto protettivo a livello cardiovascolare non è necessario consumarne una gran quantità, ma essere costanti. Il peperoncino ha proprietà vaso-dilatatorie e anticolesterolo che sono riconosciute da tutti e che sono dovute alla capsaicina che ha il ruolo di anti-aggregante e migliora la circolazione periferica del sangue. A queste si aggiunge l'azione della vitamina PP, che rende elastici i capillari, e della vitamina E che aumenta l'ossigenazione nel sangue. Per questi motivi il peperoncino è efficace per la prevenzione e la cura dell'arteriosclerosi. Inoltre, è un insaporitore e in quanto tale permette di rendere più gustose le pietanze usando meno sale. Già il risparmio del sale è fondamentale perché tutela dall’ipertensione che è uno dei primi meccanismi che causano l’invecchiamento delle arterie. Lo studio delle proprietà anti-cancerogene del peperoncino parte molto tempo fa con la dieta Moerman sperimentata in Olanda dal 1930 che somministra ai pazienti cibi nei quali ci sia iodio, acido citrico, vitamine del gruppo B, ferro, zolfo, vitamina A, vitamina E, vitamina C. La dieta si basa sulla teoria che questi elementi, ristabilendo una giusta ossigenazione e riequilibrando il metabolismo, siano in grado di prevenire i tumori. Recentemente i ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles negli Stati Uniti, hanno analizzato l´effetto della capsaicina in vitro ed hanno potuto evidenziare che questo principio attivo abbassa di molto la proliferazione delle cellule di cancro alla prostata in coltura. Questo effetto è dipendente dalla dose usata, ovvero si incrementa all´aumentare della dose di capsaicina. Le cellule muoiono mediante la apoptosi, la cosiddetta morte cellulare programmata, che dal 3% ottenuto alla basse dosi di capsaicina sale al 75% causato dalle alte dosi. Potrebbero bastare 300 mg di capsaicina tre volte a settimana (l’equivalente di un peperoncino abanero) per combattere il tumore alla prostata.
fonte:http://www.repubblica.it/salute/interattivi/2012/07/20/news/tutte_le_virt_del_peperoncino_l_oro_rosso_della_tavalo-39257084/

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